Un massone italiano tra i Sioux: Giacomo Beltrami

Se vi domandate chi ha scritto il primo dizionario della lingua sioux sappiate che non fu un americano ma un italiano, che si chiamava Giacomo Costantino Beltrami. Egli ha anche scoperto la sorgente del Mississippi più lontana dalla foce, andando da solo alla ventura in mezzo ai Sioux e ai Chippewa, vestito di pelli d’animale.

giacomo costantino beltrami massone

E chi ha raccolto la prima collezione di oggetti sacri, pipe, canoe e abiti delle tribù pellerossa, in un periodo storico (l’inizio dell’Ottocento) in cui nessuno in America lo faceva, poiché il genocidio dei popoli nativi era iniziato? Sempre Beltrami. Oggi negli Stati Uniti è conosciuto molto più che in Italia, come esploratore, etno-antropologo, studioso delle lingue sioux e azteca e pioniere delle specificità culturali in anticipo di varie generazioni sui suoi tempi. La biografia di Beltrami (Mimesis Edizioni) è stata scritta da Luigi Grassia, giornalista del quotidiano La Stampa. In archivi ancora parzialmente inesplorati Grassia ha rinvenuto un diploma massonico intestato a Beltrami e diverse lettere inedite che lo stesso Beltrami scambiò con corrispondenti del calibro di Jefferson, La Fayette, Chateaubriand, Constant. Partecipò a diversi moti rivoluzionari dalle Marche alla Parigi del 1830 fino alle vicende della Repubblica Romana del 1848. Oggi in tempi in cui si ripropongono da più parti cacce alle streghe e i Massoni sono tra i più bersagliati giova ricordare chi furono e che ruolo ebbero nella storia d’Italia.