Rivendicazioni dei Gilet Gialli, un vero e proprio manifesto socialista

Il popolo francese si è espresso, ecco le sue richieste.

gilet gialli

ll movimento dei Gilet Gialli è nato sui social media in ottobre contro l’aumento della tassa sui carburanti prevista dal Governo. In Francia i prezzi del gasolio sono aumentati del 23% e i prezzi della benzina sono aumentati del 15% soltanto nell’ultimo anno e sono destinati ad aumentare ulteriormente a gennaio. Il presidente Emmanuel Macron ha sottolineato, commentando le proteste, che le autorità del paese non rivedranno la loro decisione sull’aumento del prezzo del carburante. Il simbolo della rivolta, il gilet giallo, sta ad indicare lo stato d’animo dei cittadini francesi, un sentimento di pericolo che a distanza di qualche mese dall’inizio delle proteste ha portato ad avanzare rivendicazioni ben lontane dal caro benzina. Il popolo francese si è espresso, ecco le sue richieste:

• Lotta agguerrita alla povertà per l’eliminazione del fenomeno dei senzatetto.

• Maggiore progressività imposte sul reddito.

• Salario minimo a 1.300 euro netti.

• Fermare la costruzione di grandi aree commerciali intorno alle principali città che uccidono le piccole imprese. Più parcheggi gratuiti nei centri urbani.

• Promuovere interventi ecologici come ad esempio l’isolamento termico delle abitazioni per questioni ambientali e per far risparmiare le famiglie.

• Tasse: maggiori ai grandi (MacDonald, Google, Amazon, Carrefour) e minori ai piccoli (artigiani, piccole imprese).

• Il sistema pensionistico deve rimanere solidale, quindi socializzato, quindi pubblico.

• Stop all’aumento tasse e prezzi del carburante.

• Pensione minima 1.200 euro.

• Qualsiasi rappresentante eletto avrà diritto al salario medio. Le spese di trasporto da rimborsare solo se giustificate. Diritto solo al buono per il ristorante.

• I salari di tutti i francesi, nonché delle pensioni e delle indennità devono essere indicizzati all’inflazione.

• Proteggere l’industria francese, il lavoro e il know-how: proibire le delocalizzazioni. 

• Fine del lavoro distaccato. Chiunque lavori su suolo francese deve avere lo stesso stipendio.

• Limitare ulteriormente il numero di contratti a tempo determinato per le grandi aziende e aumentare i contratti a tempo indeterminato.

• Usare i soldi del CICE (Credito d’imposta per la competitività e l’occupazione) per il lancio di un’industria automobilistica francese a idrogeno (che è veramente rispettosa dell’ambiente, a differenza della macchina elettrica).

• Fine della politica di austerità. Smettiamo di rimborsare gli interessi sul debito dichiarati illegittimi e iniziamo a rimborsare il debito senza prendere i soldi dai poveri e dai meno poveri, ma perseguendo gli $80 miliardi di evasione fiscale.

• Affrontare le cause della migrazione forzata.

• I richiedenti asilo siano trattati bene. Dobbiamo loro alloggio, sicurezza, cibo e istruzione per i minori. Collaborare con l’ONU affinché i campi di accoglienza siano aperti in molti Paesi del mondo, in attesa dell’esito della domanda di asilo.

• Che i richiedenti asilo respinti siano rinviati al loro Paese di origine.

• Che sia implementata una vera politica di integrazione. Vivere in Francia significa diventare francese (corso di francese, corso di storia francese e corso di educazione civica con certificazione alla fine del corso).

• Salario massimo fissato a 15.000 euro.

• Creare lavoro per i disoccupati.

• Aumento dei fondi per i disabili.

• Imposizione tetti massimi ad affitti soprattutto per studenti e lavoratori precari.

• Divieto di vendere le proprietà appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, ecc.).

• Mezzi adeguati concessi al sistema giudiziario, alla polizia, alla gendarmeria e all’esercito. Che gli straordinari delle forze dell’ordine siano pagati o recuperati.

• Tutto il denaro guadagnato dai pedaggi autostradali sarà utilizzato per la manutenzione di autostrade e strade in Francia e per la sicurezza stradale.

• Poiché il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato in seguito alle privatizzazioni, vogliamo che siano nuovamente nazionalizzati e che i prezzi scendano in modo significativo.

• Cessazione immediata della chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e degli asili nido.

• Pensare al benessere dei nostri anziani. Divieto di fare soldi sugli anziani. L’era dell’oro grigio è finita. Inizia l’era del benessere grigio.

• Massimo 25 studenti per classe dalla scuola materna alla dodicesima classe.

• Risorse adeguate destinate alla psichiatria.

• Il referendum popolare deve entrare nella Costituzione. Creare un sito leggibile ed efficace, sotto la supervisione di un organismo di controllo indipendente in cui le persone possano presentare una proposta di legge. Se questo disegno di legge ottiene 700.000 firme, questo disegno di legge dovrà essere discusso, completato e modificato dall’Assemblea Nazionale, che avrà l’obbligo (un anno dopo il giorno in cui sono state ottenute le 700.000 firme) di inviarlo al voto di tutti i francesi.

• Ritorno a un termine di 7 anni per il Presidente della Repubblica. L’elezione dei deputati a due anni dall’elezione del Presidente della Repubblica ha permesso di inviare un 
segnale positivo o negativo al Presidente della Repubblica sulla sua politica. Ha aiutato a far sentire la voce della gente.

• Pensionamento a 60 anni e per tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per esempio) diritto alla pensione a 55 anni.

• Un bambino di 6 anni non si mantiene solo, continuazione del sistema di aiuto PAJEMPLOI (servizio sociale dedicato all’infanzia attualmente valido fino ai 6 anni di età) fino a quando il bambino ha 10 anni.

• Promuovere il trasporto di merci su rotaia.

• Nessuna prelievo alla fonte.

• Fine delle indennità presidenziali per la vita.

• Vietare ai commercianti di pagare una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito. Tassa sull’olio combustibile marino e sul cherosene.