Cura Italia o ammazza Italia? La resa dei Conte

In altri paesi che hanno attuato un lockdown ridicolo rispetto al nostro Cura Italia, sia nelle modalità che nei tempi, già sono arrivati gli accrediti sui conti correnti, a fondo perduto: qui zero. Se negli ultimi anni, prima della crisi covid-19, solo per mantenere i parametri dell’Euro e giocare con gli zero-virgola del bilancio pubblico abbiamo chiuso un centinaio di ospedali ora che avremo un crollo non inferiore al 20% cosa accadrà?

Altro che Cura Italia, Conte e “l’ammazza Italia”: rischia di passare alla storia in questo modo l’attività svolta dal presidente del consiglio in questa situazione pandemica. Con una limitata se non assente collaborazione coi suoi stessi ministri e l’esclusione del Parlamento, il primo ministro, insieme ad una combriccola di tecnici senza investitura popolare, ha portato avanti una legislazione surreale e demenziale sia dal punto di vista scientifico che giuridico che economico-politico, sempre per tacere di altri aspetti, come quello psicologico, che saranno chiariti solo col passare del tempo. I dati sono oramai sotto gli occhi di tutti. Il lockdown duro, utile solo nelle prime due settimane per prepararsi, non ha sortito risultati migliori di politiche completamente diverse attuate altrove, cioè nella quasi totalità dei paesi che consideriamo civili, Svizzera in primis, tanto per rimanere vicino a casa nostra. Il territorio nazionale è stato sottoposto alle stesse misure mentre è palese da sempre che Lombardia o Veneto da un lato ed il sud dall’altro si trovino in situazioni ben differenti. Le terapie (con il plasma per esempio) sono già disponibili e usate da almeno un mese con risultati eccellenti fino a raggiungere il risultato di ZERO morti negli ospedali in cui vengono utilizzate, come Mantova o Salerno. Quindi? A che punto siamo?

Fin quando potremo pensare di accettare soluzioni compiutamente totalitarie per un’emergenza sanitaria che oggi come oggi, se non è artefatta, poco ci manca? Perché ci dovremmo far tracciare, rinunciare alle nostre libertà, distruggere l’economia nazionale nell’attesa di un vaccino che coi coronavirus precedenti non si è riusciti a sviluppare in modo convincente, mentre abbiamo già più di una terapia funzionante? L’Istituto Superiore di Sanità sta smentendo i dati che arrivano dagli ospedali, per cui delle decine di migliaia di morti inizialmente imputati al covid-19 solo una parte sarebbe causata dal nuovo virus. Studi veri, condotti da istituzioni scientifiche vere, valutano che il virus sia tra noi da ottobre se non da prima. Le stime più attendibili sul numero dei contagiati, pubblicate già settimane or sono, parlano di almeno 10 milioni di contagiati e si tratta di dati vecchi. Questi dati restituiscono al covid-19 il ruolo che merita e che già gli è stato assegnato in Germania, Svezia e via andare: Italia e Spagna escluse potremmo dire. Perché le buone notizie vengono quasi celate mentre si continua a terrorizzare la popolazione? Forse perché la paura spinge da sempre a fidarsi e a concedere cambiali in bianco al potere politico? Chiariamo un paio di cosette allora.

L’aspettativa di vita di un popolo dipende innanzitutto dalle sue condizioni economiche, criterio che più di ogni altro influisce sulle condizioni esistenziali e sulla salute del popolo in generale. La prima causa di morte nell’intera storia del genere umano è stata il freddo, poi la denutrizione e le condizioni igieniche. Per esempio le politiche liberiste della Tatcher in Inghilterra impoverirono parte della popolazione tanto che nei quartieri poveri di Liverpool e Manchester ricomparvero malattie tipiche del 1800 che sembravano dimenticate. Allo stato di benessere segue il sistema sanitario ancora una volta sostenuto dalla ricchezza della popolazione. E’ per questo che nei paesi poveri si muore per malattie da noi debellate. Perché quei paesi sono poveri, non perché non abbiano dei medici in grado di curare! Alla povertà consegue la mancanza di strutture, di farmaci e quindi di opportunità di cura. Cosa accadrà da noi quando ci ritroveremo ad affrontare le conseguenze del massacro dell’economia? Cosa succederà alla nostra salute con la disgregazione del sistema produttivo cui stiamo assistendo, credete che verremo curati come accade ora?

Come scritto nel nostro precedente articolo, in altri paesi che hanno attuato un lockdown ridicolo rispetto al nostro Cura Italia, sia nelle modalità che nei tempi, già sono arrivati gli accrediti sui conti correnti, a fondo perduto: qui zero. Quando avremo annichilito la nostra economia come lo manterremo il nostro benemerito Sistema Sanitario? La sanità garantita universalmente assorbe una fetta enorme del bilancio pubblico. La crisi economica che molte persone non vogliono proprio vedere all’orizzonte lo potrebbe far smantellare: se solo per mantenere i parametri dell’Euro e giocare con gli zero-virgola del bilancio pubblico abbiamo chiuso un centinaio di ospedali ora che avremo un crollo non inferiore al 20% cosa accadrà?