Samir Flores ucciso: ecco che fine fanno gli ambientalisti davvero pericolosi

Gli ambientalisti seri, quelli che sfidano le multinazionali davvero inquinanti, non vengono ricevuti in pompa magna dai leader mondiali ma vengono ammazzati nel silenzio degli omertosi media.

samir flores

Si sono svolti ad Amilcingo, nello stato messicano di Morelos, i funerali di Samir Flores, l’attivista ucciso mercoledì scorso a tre giorni del referendum sul Proyecto Integral Morelos, un grande progetto energetico a cui Flores e le comunità indigene si oppongono da anni.

Il progetto prevede la costruzione di due centrali termoelettriche, di un gasdotto di 160 chilometri alla cui gestione parteciperà anche l’impresa italiana Bonatti, di una linea elettrica e di un acquedotto, oltre alla costruzione e all’ampliamento di diverse autostrade e di un tratto ferroviario.

 

Le comunità indigene che vivono nei paesi intorno al vulcano Popocatepetl – tra cui Amilcingo, paese di Flores – hanno espresso preoccupazione per la salute, la sicurezza e l’approvvigionamento idrico.

In un comunicato del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra y el Agua (FPDT), associazione di cui Flores faceva parte, si legge che Flores è stato ucciso con due colpi di pistola alla testa da alcune persone appostate all’interno di due macchine davanti alla sua abitazione. I killer sono scesi dalla vettura intorno alle 5 di mercoledì mattina, hanno chiamato Flores e lo hanno freddato appena l’attivista ha aperto la porta.

L’FPDT ha detto che a partire dal 2012 Flores aveva ricevuto divere minacce e che il giorno prima di essere ucciso aveva partecipato ad un incontro pubblico sul progetto, contestando le posizioni dei rappresentanti del governo.

Fonte: euronews.com