Mazzini su come costruire una rivoluzione sovranista

Attuale più che mai con riferimento alle odierne contese politiche per la formazione del nuovo governo, Mazzini ci insegna in poche parole come smascherare le false rivoluzioni e ci spiega oculatamente quali linee guida seguire per organizzare una vera rivoluzione basata su principi socialisti e sovranisti.

Il segreto della potenza è nella costanza e nell’unità degli sforzi che consacrano, uniti in associazione, il pensiero e l’azione al grande intento di restituire l’Italia in Nazione di liberi ed eguali, Una, Indipendente, Sovrana.

Quanto più l’intento d’un’associazione è determinato, chiaro, preciso, tanto più i suoi lavori procederanno spediti, sicuri, efficaci. La forza d’una associazione è riposta, non nella cifra numerica degli elementi che la compongono, ma nella omogeneità di questi elementi, nella perfetta concordia dei membri circa la via da seguirsi, nella certezza che il dì dell’azione li troverà compatti e serrati in falange, forti di fiducia reciproca, stretti in unità di volere intorno alla bandiera comune.  

mazzini giuseppe

Le associazioni che accolgono elementi eterogenei e mancano di programma, possono durare apparentemente concordi per l’opera di distruzione, ma devono infallibilmente trovarsi il dì dopo impotenti a dirigere il movimento, e minate dalla discordia tanto più pericolosa, quanto più i tempi richiedono allora unità di scopo e d’azione.

Un principio implica un metodo; in altri termini: quale il fine, tali i mezzi. Finché il vero e pratico scopo di una rivoluzione rimarrà segreto ed incerto, incerta pure rimarrà la scelta dei mezzi atti a promuoverla e consolidarla. La rivoluzione procederà oscillante nel suo cammino, quindi debole e senza fede. La storia del passato lo insegna. Qualunque individuo o associazione, si colloca iniziatore d’un mutamento nella nazione, deve sapere a che tende il mutamento ch’ei provoca.

Preponendo al fatto la via ch’essa crede doversi tenere dagli italiani per raggiunger lo scopo; innalzando davanti all’Italia una bandiera e chiamando ad organizzarsi tutti coloro che la stimano sola rigeneratrice, essa non sostituisce questa bandiera a quella della Nazione futura: la Nazione libera e nel pieno esercizio della sovranità.

Tutti gli uomini d’una Nazione sono chiamati, per la legge di Dio e dell’umanità, ad essere liberi, eguali, e fratelli; e l’istituzione repubblicana è la sola che assicuri questo avvenire – perché la sovranità risiede essenzialmente nella nazione, sola interprete progressiva e continua della legge morale suprema – perché, dovunque il privilegio è costituito a sommo dell’edificio sociale, vizia l’eguaglianza dei cittadini, tende a diramarsi per le membra, e minaccia la libertà del Paese.

Brano tratto da: Gli ideali del risorgimento e dell’unità, p.49