Risposta a Scanzi sul suo attacco a Craxi

Vi sono molti critici della figura di Craxi che pongono giustamente questioni molto precise e con i quali dialogare nell'ottica di riaprire un dibattito sulla figura del leader socialista a vent'anni dalla morte. Poi vi sono quelli come Scanzi, anche detto "Travaglio junior" o "travagliato", che si lancia in spietate critiche copia e incolla e cerca di argomentare a modo suo su cose che non conosce, su cose che ormai innumerevoli studi hanno chiarito già da tempo ma che lui si ostina a ripetere a pappagallo.

Vi sono molti critici della figura di Craxi che pongono giustamente questioni molto precise e con i quali dialogare nell’ottica di riaprire un dibattito sulla figura del leader socialista a vent’anni dalla morte. Dall’altra parte vi è poi Scanzi, anche detto “Travaglio junior” o “travaglietto”, che si lancia in spietate critiche copia e incolla e cerca di argomentare a modo suo su cose che non conosce, su cose che ormai innumerevoli studi hanno chiarito già da tempo ma che lui si ostina a ripetere a pappagallo. Per quanto dubito che uno come Scanzi, che probabilmente mai ha letto un libro su Craxi o sulla storia economica e politica della prima repubblica, possa comprendere, voglio comunque per amor del vero rispondere ad alcune delle poche questioni di merito che, in mezzo ad una valanga di balle e luoghi comuni, pone.

Nel suo lungo post, molto condiviso dai suoi fan, Scanzi dice:

Durante i quattro anni del suo governo (1983-87) il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92%, di pari passo con l’impazzimento della spesa pubblica

Caro Scanzi, il debito cresce dal 1981 a causa dell’impennata degli interessi dovuta al divorzio Tesoro-Banca d’Italia, a cui il PSI di Craxi si oppose ferocemente tanto da far cadere il governo Spadolini (1981). L’impazzimento della spesa di cui parli tu non esiste, la spesa pubblica al netto degli interessi rimane stabile durante i governi Craxi e si mantiene perfettamente in media rispetto agli altri paesi europei. Ma ovviamente queste cose tu non le sai.

“L’opposizione a ogni risanamento dei carrozzoni delle Partecipazioni statali, gestiti dai boiardi craxiani (Di Donna, Bitetto, Cagliari, Necci) come vacche da mungere a spese dello Stato con passivi miliardari… l’ostilità alle poche privatizzazioni giuste e necessarie (come quella della Sme, che produceva panettoni di Stato con voragini nei conti pubblici, tentata dall’Iri di Prodi nel 1985”

Caro Scanzi, il risanamento delle partecipazioni statali a cui fai riferimento sono le liberalizzazioni e le privatizzazioni selvagge che hanno letteralmente distrutto l’industria italiana, ai vertici mondiali durante gli anni ’80, sparita dopo le privatizzazioni del dopo-Craxi (1992). L’ostilità di Craxi alla privatizzazione dello Sme di cui parli deriva dal fatto che Prodi voleva venderla all’amico De Benedetti a 395 miliardi, un prezzo totalmente incongruo secodo Craxi dato che il gruppo fatturava 4500 miliardi. Oltretutto De Benedetti avrebbe acquistato con soldi presi a prestito ad un tasso di tutto favore (il 5% contro il 15% di mercato). Craxi fece bene a stopparla, infatti il gruppo Sme sarà venduto qualche anno dopo al prezzo di 2500 miliardi, cioè il prezzo congruo di cui Craxi parlava. Quindi Craxi non si oppose alla privatizzazione dei “panettoni di stato” ma al prezzo di favore e estremamente dannoso per i conti dello Stato che Prodi voleva praticare all’amico De Benedetti. Ma tu, caro Scanzi, ovviamente queste cose non le sai.

“Sigonella viene citata sempre come capolavoro craxiano… in realtà (ancora Travaglio) <<Craxi sottrasse al blitz Usa i terroristi palestinesi che avevano appena sequestrato la nave Achille Lauro e assassinato un ebreo paralitico, Leon Klinghoffer, gettandone il cadavere in mare; si impegnò a farli processare in Italia; poi fece caricare il loro capo Abu Abbas su un aereo dei servizi segreti recapitandolo prima nella Jugoslavia di Tito e poi in Iraq, gradito omaggio a Saddam Hussein. Fu l’acme di una politica filoaraba e levantina che portò all’appoggio acritico all’Olp di Arafat (ben prima della svolta moderata), paragonato da Craxi addirittura a Mazzini in pieno Parlamento”.

Caro Scanzi, il tuo copia e incolla delle balle di Travaglio fa trapelare un livello di ignoranza sulla politica estera che neanché i Gerry Scotti e Massimo Boldi da te citati hanno. Noi, sin dai tempi degli antichi romani, abbiamo una vocazione mediterranea in politica estera, e figure come Craxi, Mattei, Moro o Andreotti, seguendo tale solco, hanno sempre perseguito una politica filo araba orientata a porre l’Italia come interlocutore privilegiato con i paesi Arabi e Mediterranei. Sappi che da 70 anni si combatte una guerra in Medio Oriente, tra Palestinesi e Israeliani. In questo contesto Craxi era schierato in quella guerra, ed era schierato con i palestinesi. Quei “terroristi” stavano combattendo la loro guerra e l’ebreo paralitico buttato giù dalla nave era un loro nemico tanto quanto i bambini palestinesi erano nemici degli israeliani. È brutale, orribile, tragico, ma è la guerra, quella guerra che Craxi ha tentato per anni e con grandi impegni, anche finanziari, di interrompere con una soluzione politica a cui gli americani, a te tanto cari si sono quasi sempre opposti. Nello specifico caso di Sigonella gli americani volevano intervenire militarmente ma Craxi riuscì a scongiurare l’intervento militare con una soluzione diplomatica grazie all’Egitto e alla Siria. Su quell’aereo erano presenti diplomatici egiziani e mai e poi mai Craxi li avrebbe consegnati agli americani, significava tradire gli alleati arabi. E per Craxi prima venivano i rapporti con i paesi mediterranei, poi tutti gli altri, americani compresi. Questa è la politica estera che Craxi ha portato avanti in decine di episodi, questa è la politica estera che ci ha reso un grande paese. Ma tu questo ovviamente non lo sai.

“Il sistema tangentizio, definito “peccato veniale” dal Craxi di Amelio, portò il Paese al tracollo facendo esplodere il debito pubblico e costringendo il governo di Giuliano Amato a fare una manovra da 93mila miliardi, a riformare le pensioni, a prelevare il 6 permille dai conti correnti dall’italiani”.

Caro Scanzi, con questo ulteriore copia e incolla delle tesi travagliesche hai superato te stesso ed hai mostrato di essere un asino in matematica, oltre che in storia. Le tangenti hanno fatto esplodere il debito pubblico? Come può un valore calcolato in centinaia di miliardi di euro (le tangenti) influenzare un valore calcolato in centinaia di migliaia di miliardi di euro (debito pubblico)? Non esiste un legame tra corruzione e debito pubblico e tutti gli studi in merito lo confermano. Infatti i paesi più corrotti al mondo come Turkmenistan, Guinea Equatoriale o Angola hanno debiti pubblici inesistenti, mentre i meno corrotti al mondo come Canada, Singapore, Belgio hanno un debito pubblico enorme. Quelle riforme folli e complici del declino della nostra economia nazionale, Giuliano Amato le ha fatte come conseguenza della speculazione sulla lira guidata da Soros, nell’ottica di entrare nel folle processo di Maastricht e di unificazione monetaria europea. Ma ovviamente tu queste cose non le sai.

Mi fermo qui. Guardare e commentare la storia dal punto di vista giudiziario ti fa certamente avere un grande successo tra i tuoi fan, ma non ti farà mai capire nulla. Ti consiglio vivamente di leggere “Bentornato Craxi”, magari impari qualcosa.