L’esperienza religiosa e il lessico sapienziale

Il lessico sapienziale è dunque il momento fondante e il collante esclusivo che ci colloca più vicino all’esperienza del Sacro e al movimento quasi inesplorabile della vita, fino alla nostra radice esistenziale, con tutti i paradigmi espressivi e formativi e i contenuti necessari.

Il testo di Francesco Donadio, professore emerito di Storia della Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli, si concentra intorno al concetto di esperienza religiosa e sulla correttezza del linguaggio come strumento atto a comprenderne l’intrinseca verità.

Il lessico sapienziale è dunque il momento fondante e il collante esclusivo che ci colloca più vicino all’esperienza del Sacro e al movimento quasi inesplorabile della vita, fino alla nostra radice esistenziale, con tutti i paradigmi espressivi e formativi e i contenuti necessari. Attorno e dentro un tale contesto Donadio mostra l’insufficienza razionalista e del suo astratto sapere che ha guidato l’esegesi biblica nei secoli ricomprendendo anche la riflessione sulla religione. Kant ed Hegel sono assurti a icone simboliche di quel sapere e con loro specificatamente, con i vantaggi e gli svantaggi offerti dai loro schemi interpretativi della religione, il testo di Donadio ridefinisce il perimetro d’azione di un corretto confronto. E’necessario ridare legittimazione e dignità a quell’altra forma di sapere che si è fusa e stratificata nel lessico sapienziale ed è, da esso veicolata, con il rimando alla connessione con i caratteri di quello che è unitamente dato empirico individuale e storico. Punto d’incrocio delle più disparate traiettorie, capacità di comprendere le cose contestualizzandole anche nel presente, sapere, dunque, per definirla con Dante, Quale allodetta che ‘n aere si spazia / prima cantando, e poi tace contenta / de l’ultima dolcezza che la sazia; che spazia e sazia appunto. In questo contesto si staglia il nucleo fondativo del testo: l’analisi del rapporto tra religione razionale e religione storica/rivelata; il tentativo ermeneutico della religione come esperienza storica, ma anche uno sguardo sulla modernità non come cesura con il lascito della religione, ma a partire proprio dalle sue radici religiose spesso ostinatamente negate in questa confusa e disgraziata epoca.