Anita Garibaldi: vita di un’eroina. Un racconto a fumetti di Custodio Rosa.

Anita Garibaldi è stata un'eroina del Risorgimento italiano. Nell'opera collettiva di rimozione culturale e di demente revisionismo antinazionale la sua figura è stata quasi del tutto dimenticata. Non così in altri paesi. Ovviamente nel suo paese d'origine, il Brasile, Anita Garibaldi è giustamente celebrata per quel che fu. Una donna coraggiosa e intelligente che partecipò alle vicende rivoluzionarie del suo paese per poi seguire il suo compagno nelle vicende italiane.

Anita Garibaldi è stata un’eroina del Risorgimento italiano. Nell’opera collettiva di rimozione culturale e di demente revisionismo antinazionale la sua figura è stata quasi del tutto dimenticata. Non così in altri paesi. Ovviamente nel suo paese d’origine, il Brasile, Anita Garibaldi è giustamente celebrata per quel che fu. Una donna coraggiosa e intelligente che partecipò alle vicende rivoluzionarie del suo paese per poi seguire il suo compagno nelle vicende italiane. Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, nacque in Brasile a Morrinhos nel 1821, una frazione di Laguna nello Stato di Santa Catarina, figlia del mandriano Bento Ribeiro da Silva, detto “Bentòn”, che nella novella grafica è un tributo al grande Bud Spencer al secolo Carlo Pedersoli, grande attore italiano popolarissimo in Brasile, e di Maria Antonia de Jesus Antunes. La coppia ebbe sei figli: tre femmine e tre maschi. La bambina fu battezzata Ana e chiamata in famiglia Aninha, diminutivo di Ana in lingua portoghese. Sarà Garibaldi ad attribuirle il diminutivo spagnolo Anita, con il quale è nota. Nel 1835 scoppiò la rivolta farroupilha, ossia la rivoluzione dei poverissimi. L’insurrezione popolare modificò nel profondo l’animo di Anita, che guardava con simpatia i rivoluzionari, sognando di poter un giorno unirsi a loro. Dopo quattro anni, il 22 luglio 1839, i ribelli presero la città, e gran parte degli abitanti di Laguna si recò in chiesa per intonare un Te Deum di ringraziamento al Signore. Anita era tra loro. Fu in questa occasione che incontrò Giuseppe Garibaldi, anch’egli presente in chiesa assieme agli altri protagonisti della rivoluzione. Ricorda Garibaldi, nelle Memorie, come il giorno seguente i due si incontrarono nuovamente, e lui la fissasse intensamente dicendole “Devi essere mia”. Questa frase, pronunciata in italiano (non conosceva ancora bene il portoghese), la legò a lui per sempre:
“Con quelle semplici parole avevo creato un legame che solo la morte doveva sciogliere. Avevo trovato un tesoro nascosto, ma un tesoro di tale prezzo da indurmi anche a commettere un delitto per possederlo, purché tutta la responsabilità dovesse cadere sopra di me.”
Da quel momento Anita sarà la compagna di Garibaldi, la madre dei suoi figli e la compagna di tutte le sue battaglie. Morirà, dopo la resa della Repubblica Romana, nel tentativo di raggiungere Venezia che ancora resiste. Anita è febbricitante, ma sebbene incinta ha seguito Giuseppe a cavallo. Lo segue anche nel tentativo di raggiungere Cesenatico. Quando arriva è divorata dalla febbre. Morirà il 4 Agosto 1849. Custodio Rosa, tra i migliori fumettisti contemporanei del Sudamerica ha inteso celebrarla attraverso una delicata novella grafica, curata anche nei particolari storici, che racconta degli avvenimenti della rivoluzione brasiliana. Attraverso l’edizione italiana a cura della Verbavolant si può fare una giusta opera di divulgazione storica in un’Italia ormai corrosa da un’ignoranza generalizzata.