Tantu trafficu ppi nenti (Tanto Rumore per Nulla)

Dalle recenti dichiarazioni di Borghi e le non confortanti risposte di Salvini viene da chiedersi: ci sarà una vera svolta sovranista sui temi centrali come la moneta e la politica economica dopo le elezioni europee oppure si rimarrà nel limbo delle false speranze?

shakespeare

E’ noto che da diversi anni infuria una accanita disputa sulla vera identità di William Shakespeare che, secondo alcuni storici siciliani, sarebbe quella del messinese  Guglielmo Crollalanza (scrollare: shake- lancia: spear) autore di un’opera in dialetto dal titolo “Tantu Trafficu ppi nenti” impressionantemente simile alla nota commedia dell’immortale drammaturgo “Tanto Rumore per Nulla”.

E, a dire il vero, il richiamo al titolo dell’opera sorge spontaneo a commento delle reazioni di qualificati esponenti del governo, Salvini in primis, alle recenti esternazioni di colui che pur è il responsabile economico della Lega.

In un recente convegno della Cisl, svoltosi il 15 Febbraio, Borghi ha infatti affermato che ove l’Italia, sull’onda del risultato delle elezioni europee, non riuscisse a modificare sostanzialmente i Trattati Europei, l’unica prospettiva praticabile sarebbe quella della Italexit, ovvero uscire dall’euro.

Sarebbe infatti questo l’unico modo, come da sempre sostenuto dagli economisti alternativi al mainstream, da Nino Galloni ad Alberto Bagnai, per promuovere politiche espansive mirate alla piena occupazione, riconquistare la perduta sovranità monetaria, ridare centralità al ruolo dello Stato nell’economia, sostituire ai principi europei della competitività e della stabilità monetaria quelli dei diritti sociali e personali affermati nella nostra Carta Costituzionale.

La risposta di Salvini, come del capogruppo alla Camera del M5S, è stata più che fredda, ostile: nell’euro siamo e nell’euro resteremo, l’Europa la vogliamo cambiare dall’interno, ecc…

Le nostre nonne, la cui sagacia era certamente superiore a quella della quasi totalità della attuale classe politica, avrebbero lapidariamente commentato utilizzando per l’appunto il titolo siciliano dell’opera di Crollalanza/Shakespeare: Tantu Trafficu ppi nenti!

E come dar loro torto se alla fine le grandi novità che avrebbe apportato il supposto “governo del cambiamento” si riducono a pietire qualche zero virgola in più di flessibilità, sul solco di TUTTI i governi precedenti (compreso il povero Renzi) per realizzare qualche limitata elargizione ante eletionem (gli 80 euro ieri, il reddito di cittadinanza oggi), rimandando di alcuni mesi la resa dei conti, ovvero la tagliola delle clausole di salvaguardia e l’applicazione del Fiscal Compact…

Dal canto suo la situazione internazionale è ben lungi dal volgere al meglio caratterizzata com’è dal conflitto sempre più aperto e dichiarato fra USA e blocco del BRICS con tutti gli annessi e connessi in termini di guerra commerciale, approssimarsi di nuovi conflitti militari (Iran, Venezuela?), riarmo nucleare e sdoganamento dell’idea che una “piccola” bomba atomica sia legittimo.

In Europa la creazione di un superstato germanico-francese non può che portare ad una maggiore stretta del nodo scorsoio che mortifica la nostra economia; anche la subalternità ai diktat Trumpisti sull’Iran, nostro partner economico storico, dopo il permanere dell’accettazione delle sanzioni alla Russia, contribuisce a rendere più che fosche le prospettive per la nostra economia nazionale.

Alla prova dei fatti non sembra che il governo gialloverde stia agendo coerentemente con l’interesse nazionale che proclamava di volere affermare.

L’esigenza di una valida rappresentanza politica delle istanze di sovranità democratica nazionale del nostro paese, presupposto essenziale per il rilancio dell’economia e per la realizzazione di una giustizia sociale, resta una questione aperta a cui si dovrà dare necessariamente una risposta nei prossimi anni e con una certa rapidità, perché non ci resta molto tempo prima del disastro che si prospetta.