Faglie nelle misure di contenimento del Covid19

Pubblichiamo e leggiamo con piacere sulle righe de "Il Mediterraneo" le parole dell'ex deputato nazionale del Pci Agostino Spataro, il quale ai tempi della cd “Prima Repubblica”, fra le tante riforme, contribuì in modo essenziale a quella della Sanità che ancora oggi resiste e consente di curare tutti i cittadini, nonostante gli attacchi e le sottrazioni della “seconda” e della “terza” Repubblica.

On. Agostino Spataro

Come quasi tutti gli italiani, mi trovo in auto consegna fra le mura domestiche e osservo le norme contenute nei decreti governativi mirate al CONTENIMENTO della diffusione del coronavirus (Covid19), per meglio combattere il virus nei luoghi in cui si è manifestato o in altri in cui potrebbe manifestarsi, anche con inquietante virulenza.

Ai cittadini va dato atto dell’osservanza di tali norme con spirito collaborativo e con uno straordinario senso di responsabilità nazionale, patriottico perfino.

Le persone accettano i sacrifici imposti con tali misure pur sapendo che- di fatto- hanno determinato la sospensione di alcune libertà individuali e sociali, sperando che possano contribuire alla sconfitta del virus e al ritorno alla normalità.

Parliamoci chiaro: il popolo italiano sta accettando uno Stato Eccezionale di Emergenza Sanitaria, una sorta di “dittatura necessaria”, per difendere la salute pubblica.

Tuttavia, qualche dubbio insorge quando si legge di comportamenti abusivi di singoli individui e di “deroghe” – di fatto – ai divieti promulgati che mettono a rischio il conseguimento dell’obiettivo primario del contenimento.

In particolare, preoccupano certa mobilità (soprattutto ferroviaria, stradale, ecc) dalle zone più infette a quelle meno infette del Paese e gli approdi nei porti (specie siciliani e in genere del Sud) di natanti che trasportano gruppi di persone non identificate (leggi clandestine) che vengono sbarcate e distribuite in diversi siti del territorio italiano.

Questa è una EMERGENZA che, per altro, potrebbe aggravarsi tragicamente. 

Perciò il Sistema di prevenzione, di protezione non può permettersi FAGLIE di alcun genere.

Il governo deve saper mobilitare e coordinare tutte le risorse materiali e umane disponibili, a cominciare dal pieno impiego operativo delle Forze armate della Repubblica. Perché no?

Il rigore e la coerenza sono indispensabili. Sia per perseguire l’obiettivo comune e sia per evitare la perdita di fiducia dei cittadini verso l’azione dello Stato e dei suoi organi operanti sul territorio.

E – se permettete- per non frustrare la determinazione, il  sacrificio di tantissimi sanitari e parasanitari, scienziati, operatori della Protezione civile, volontari, ecc. che in modo ammirevole (talvolta perfino eroico) stanno lavorando per fronteggiare l’emergenza.

Dovrebbe essere superfluo, ma di fronte a certe improvvide evidenze bisogna ribadire che in questa situazione ogni azione deve essere rigorosamente finalizzata al conseguimento dell’OBIETTIVO dichiarato ossia al Contenimento della diffusione del contagio.  Non sono ammesse deroghe! Tutto ciò che non è coerente, funzionale o, addirittura,  potenzialmente minaccioso non è ammissibile o quantomeno deve essere sospeso, anche per precauzione.