Hyperpolis, architettura e capitale

Connubio particolare e dagli esiti interessantissimi quello di Serge Latouche e Marcello Faletra che ripartono dalla città per un'analisi non conforme degli sviluppi del mondo contemporaneo.

Connubio particolare e dagli esiti interessantissimi quello di Serge Latouche e Marcello Faletra che ripartono dalla città per un’analisi non conforme degli sviluppi del mondo contemporaneo. Se è chiaro che, per ricercare un cambiamento è necessario mutare i presupposti su cui vine pensata una città. E ogni rifondazione necessita di un nuovo patto sociale che rigeneri la società. Del disastro urbano in corso negli ultimi decenni, con il Meridione d’Italia in prima linea grazie alle proprie classi dominanti, è responsabile la deriva della civilizzazione della globalizzazione continuamente osannata da compiaciuti e compiacenti servi che dominano i centri di potere culturali e della comunicazione. Latouche e Faletra destrutturano e smontano l’ideologia di un capitalismo senza freni che si fa estetico, vettore di controllo sociale attraverso la cultura. Gli orrori dell’architettura contemporanea vengono mostrati per quello che sono ovvero uno spazio di potere e controllo delle masse governato da flussi finanziari privati. La proposta è quella della città della decrescita, primo passo verso una società di abbondanza frugale, che difenderà l’ambiente aprendo a tutti spazi di democrazia, di solidarietà, di difesa della salute e di riduzione dello stress. Interessantissimi gli spunti promossi da Marcello Faletra riguardo urbanistica e architettura rilette come psicopatologie attraverso il pensiero di Mumford che aveva sviluppato a sua volta l’idea di inferno urbano di Engels. Mumford aveva capito che la funzione della città era quella di trasformare il potere in forma. Latouche, attraverso una digressione filosofica da Platone che sosteneva che le mura della città educassero i cittadini alla Città del sole di Tommaso Campanella, indica la causa del disastro urbano della società della crescita ovvero la finalità sempre più evidente di formare consumatori e utenti passivi.