Il genocidio degli Armeni

Un libro di Marcello Flores per Il Mulino ha riacceso i riflettori nella cultura italiana sul genocidio degli Armeni. Prendendo le mosse dal disfacimento dell'Impero ottomano, il libro dimostra come già sul finire del diciannovesimo secolo il governo metta in pratica un gigantesco piano di tipo demografico-sociale per far trasferire in Anatolia i turchi che lasciavano i territori via via perduti dall'Impero

Un libro di Marcello Flores per Il Mulino ha riacceso i riflettori nella cultura italiana sul genocidio degli Armeni. Prendendo le mosse dal disfacimento dell’Impero ottomano, il libro dimostra come già sul finire del diciannovesimo secolo il governo metta in pratica un gigantesco piano di tipo demografico-sociale per far trasferire in Anatolia i turchi che lasciavano i territori via via perduti dall’Impero.

Il genocidio degli Armeni

Nel corso della prima guerra mondiale anche con la sotterranea complicità tedesca, il governo ultranazionalista dei Giovani Turchi compie la scelta della pulizia etnica in tutta la penisola anatolica e prende la tragica decisione della deportazione e dello sterminio della minoranza armena insediata là da secoli. Nell’ultima edizione si approfondisce la ricostruzione del processo che portò al genocidio, sul quale ancora oggi si combatte la battaglia della memoria, con la Turchia bloccata su posizioni negazioniste. Tra rimozioni e silenzi il dramma europeo che sfociò nella seconda guerra mondiale cancellò poi il ricordo delle precedenti tragedie, compresa la guerra del 1914-18 e la questione armena che ne fu la componente più crudele e sanguinaria. Se sul versante geopolitico la sistemazione internazionale postbellica e l’inizio della guerra fredda sembrarono relegare ancor più nel passato l’esistenza di una questione armena, fu sul terreno del diritto internazionale che si aprì, un capitolo che contribuì largamente, anche se non immediatamente, a riportarla al centro del dibattito politico tra le nazioni. Nella premessa alla nuova edizione l’autore afferma che la ricerca di un’omogeneità etnica in una regione storicamente e tradizionalmente fortemente multietnica, rafforzata e alimentata da un’ideologia nazionalista più radicale e violenta di quelle che avevano caratterizzato in genere il XIX secolo, costruisce la base materiale, il prerequisito, che permetterà in condizioni storiche ” ottimali” , e cioè il contesto della prima guerra totale della storia, di pensare che quel progetto potesse essere realizzato e fosse necessario realizzarlo. Alla luce dell’attuale politica estera turca specie in Siria, ma anche a Cipro (vicenda piattaforma Eni allontanata da navi militari https://www.ilmediterraneo.org/06/03/2018/leccellenza-delleni-larroganza-del-sultano/) un libro da leggere con attenzione.