Piccoli capolavori siberiani: il Marchio Ribelle di Nicolai Lilin.

È difficile per uno scrittore sia pure dotato di mantenere sempre standard elevati; Nicolai Lilin vi riesce scavando nella memoria storica di piccole comunità e del grande universo russo con la sua miriade di etnie e civiltà unite da uno spirito forse inconoscibile per noi occidentali.

Mi sono da poco accostato alle magnifiche e sorprendenti storie del siberiano Nicolai Lilin cresciuto nella Transnistria regione staccatasi dalla Moldavia negli anni successivi alla tumultuosa catastrofe geopolitica del collasso dell’U.R.S.S. con l’apporto delle comunità di criminali onesti e poi delle truppe del generale Lebed inviato dalla Federazione Russa per salvare il salvabile. Avevo conosciuto lo scrittore attraverso Educazione Siberiana, una vera rivelazione nel modo di scrivere contemporaneo e al tempo stesso un saggio antropologico e geopolitico che ci dimostra ancora una volta quanto poco sappiamo di un’Eurasia tanto vicina a noi quanto sconosciuta. Il Marchio ribelle si è dimostrato all’altezza delle aspettative. Voglio dire che è difficile per uno scrittore sia pure dotato di mantenere sempre standard elevati; Nicolai Lilin vi riesce scavando nella memoria storica di piccole comunità e del grande universo russo con la sua miriade di etnie e civiltà unite da uno spirito forse inconoscibile per noi occidentali. Emergono le storie dei reduci dell’Afghanistan un mondo che pensavamo di conoscere dai film di Rambo che abbiamo visto da ragazzi. Reduci con i loro tatuaggi che diventano la nuova dissidenza. Nel 1986 ha inizio lo scontro tra la cerchia di dirigenti corrotti del PCUS, il cerchio magico di Breznev e gli agenti del KGB che tentano di eliminare i corrotti che stanno distruggendo l’Unione Sovietica. I reduci anche attraverso il linguaggio dei tatuaggi iniziavano a manifestare il loro dissenso e ad esprimere i primi sentimenti patriottici e nazionalisti. Splendide le pagine del battesimo criminale del protagonista in un rituale epico e ancestrale plastificato nella tragica modernità. Le opere di Lilin sono le nuove forme del romanzo storico contemporaneo. Sono storie per chi vuole capire la complessità del presente e avere consapevolezza del senso della storia. Una lettura appassionante e salutare profondamente e fortunatamente distante dallo squallore di certa letteratura italiana ed europea buona per fiction piene di compassionevoli casi umani.