SOVRANISTI DI TUTTA ITALIA UNITEVI!

In altre parole molti hanno compreso che si è creata un'ampia area priva di rappresentanza politica e tuttavia logiche verticistiche ed autoreferenziali, narcisismi individuali e spiriti settari determinano una frammentazione che nuoce gravemente alla credibilità politica di una nuova proposta politica “sovranista”, di natura popolare e  socialista, agli occhi di ampi strati della popolazione che pur sarebbero ben disponibili a sostenerla.

pellizza da volpedo

L’amara conclusione del governo gialloverde, che pur con i suoi evidenti limiti aveva comunque dato una parziale anche se molto insufficiente risposta alle istanze di cambiamento emerse nelle ultime consultazioni elettorali, ha determinato un doppio effetto negativo: da un lato il risucchio della Lega in una logica pienamente liberista, filoatlantica e nordista, dall’altra la normalizzazione del M5S evidenziata emblematicamente dal voto alla nuova presidente della Commissione Europea Ursula.

L’entusiasmo dei vari Ottinger, Macron e Merkel, così come il voto di fiducia espresso da Mario Monti, illustrano più di mille parole il senso prevalente del nuovo governo giallofucsia.

Questo nuovo scenario ha determinato un’accelerazione dei processi politici e delle iniziative in corso anche nel campo “sovranista”: ai primi di settembre Stefano Fassina ha battezzato la trasformazione dell’associazione “Patria e Costituzione” in movimento politico scommettendo (a dire il vero con scarse prospettive…) sulla possibilità di incalzare il nuovo governo per spingerlo ad effettuare politiche sociali ed espansive; Diego Fusaro ha promosso la costituzione di un nuovo partito politico, VOX, che raccoglie fra gli altri  figure storicamente significative come Giulietto Chiesa e Nino Galloni; il Fronte Sovranista Italiano (FSI) resiste nel tempo e continua a raccogliere militanti di alto livello; un comitato nazionale cui fanno riferimento esponenti della società civile come ad es. Mauro Scardovelli ha promosso una manifestazione nazionale per il 12 ottobre con lo slogan “Liberiamo l’Italia”; Francesco Amodeo lancia la “tessera del sovranista”; Claudio Messora sta puntando su un decisivo salto di qualità dell’esperienza di Byoblu che si vuole trasformare in un vero e proprio canale televisivo; anche l’area tradizionalmente di matrice comunista è in fermento alla ricerca di un proprio spazio politico non omologato ai padroni del sistema.

In altre parole molti hanno compreso che si è creata un’ampia area priva di rappresentanza politica e tuttavia logiche verticistiche ed autoreferenziali, narcisismi individuali e spiriti settari determinano una frammentazione che nuoce gravemente alla credibilità politica di una nuova proposta politica “sovranista”, di natura popolare e  socialista, agli occhi di ampi strati della popolazione che pur sarebbero ben disponibili a sostenerla.

Peraltro l’acutizzarsi dei conflitti sulla scena internazionale e delle contraddizioni sociali su quella europea non consento ulteriori ritardi e remore, bisogna agire subito!

Come “Socialismo Mediterraneo”, una delle tante associazioni che compongono la galassia “sovranista”, proponiamo a tutti coloro che si riconoscono nella comune critica ai Trattati costitutivi della UE ed all’euro, che rivendicano l’indipendenza nazionale, la pace, la sovranità economica e monetaria, la piena occupazione e la protezione sociale grazie ad un ruolo centrale dello Stato nell’economia che ripubblicizzi i settori strategici (a partire dalle banche) in controtendenza con la logica delle privatizzazioni, di creare da subito uno spazio comune di confronto ed elaborazione per la costruzione di un programma di lotta comune fondato su alcuni, pochi ma chiari, obiettivi fondamentali a partire da un piano straordinario di investimenti pubblici per creare occupazione socialmente utile orientata ad una riconversione ecologica del nostro sistema produttivo.

Se oggi proporre l’immediata costituzione di un partito unico sarebbe del tutto velleitario ed inconcludente è però possibile attivare a livello nazionale e sul territorio processi di ricomposizione unitaria da rinsaldare nel fuoco della lotta così come in  momenti di riflessione condivisi.

Non perdiamo altro tempo e mettiamoci all’opera.