Di 25 Aprile ne servono molti altri

25 Aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi”. Lo stesso giorno comincia una nuova forma di oppressione e asservimento: quella all'imperialismo americano e di li a qualche decennio al dominio del capitale, dell’economia sulla politica.

 

25 Aprile riassunto in un post Facebook

“25 Aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi”Così scriveva Enzo Biagi il 22 aprile 2007, in uno dei sui ultimi articoli apparsi sul Corriere della Sera, per il suo ritorno in Rai dopo “un intervallo”, durato cinque anni. Il titolo di quell’articolo era: La mia Italia che non si arrende.

La Liberazione, fu la sconfitta definitiva del Nazi-fascismo in Italia, ma D’Annunzio l’avrebbe certamente definita: – Liberazione mutilata –. Perché se con il 25 aprile finiva un regime totalitario che cercò di limitare ogni libertà, fin ad attentare a quella che dovrebbe essere la più libera delle libertà, ossia quella di pensiero, e trascinò l’Italia in una guerra che la distrusse dalle Alpi a Sicilia portandola fin alla guerra civile, non possiamo certo nasconderci che lo stesso giorno comincia una nuova forma di oppressione e asservimento: quella all’imperialismo americano e di li a qualche decennio al dominio del capitale, dell’economia sulla politica.

D’altronde era ed è abbastanza impensabile che le forze Alleate, dopo aver versato così tanto sangue alla causa, ci liberassero senza chiedere nulla in cambio. Era stato già tutto scritto l’8 settembre 1943 con l’Armistizio di Cassibile, nel quale l’Italia cedeva la propria dignità di Stato sovrano in cambio dell’appoggio delle truppe alleate contro il Nazi-fascismo, ma così facendo diventava di fatto colonia di una potenza straniera. Da allora in poi, tutti gli uomini politici e non, da Craxi a Mattei passando per Olivetti e Moro, che hanno provato a difendere la sovranità italiana sul proprio territorio, hanno pagato a caro prezzo quest’affronto allo Zio Sam e ai suoi petrodollari.

L’euro e l’Unione Europea stessa, del quale la Germania mercantilista ha approfittato per espandere la propria economia a discapito degli altri paesi, in particolare quelli mediterranei, non è altro che il frutto di un progetto americano nato negli anni 50’ per costruire un blocco di stati in funzione antisovietica, facilmente manovrabili e meglio controllabili oltreoceano da Washington, come ben spiegato dalla giornalista Maria Antonietta Calabrò, in un suo famoso articolo del settembre 2016 su alcuni documenti de-secretati del National Archives Usa. Lo stesso progetto che ha visto negli anni 90’, una volta caduta l’URSS, un’accelerazione in direzione dell’integrazione dei diversi stati, abolendo i confini e instaurando un libero mercato liberista, facilmente invadibile dal capitale finanziario made in USA.

Per riprendere le parole di Pietro Calamandrei:

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.