Elvis e il Colonnello

Romanzo di Piergiorgio Di Cara

Ci sono due tipi di persone a questo mondo,

il popolo di Elvis e il popolo dei Beatles.

Ora, il popolo dei Beatles può amare Elvis

E il popolo di Elvis può amare i Beatles

Ma nessuno può amarli allo stesso modo

Ci sono volte in cui sei costretto a fare una scelta

E questa scelta mi dice che persona sei.

Mia Wallace in una scena tagliata di Pulp Fiction

E’ questo l’incipit del romanzo di Piergiorgio Di Cara Elvis e il Colonnello per i tipi de Il Palindromo. Un viaggio nel tempo nell’America degli Anni Cinquanta di due palermitani che si imbatteranno negli albori della carriera di colui il quale sarebbe presto diventato il re del rock. Tra poeti beat e tensioni razziali i protagonisti tenteranno di sottrarre Elvis al Colonnello Tom Parker che sarebbe poi passato alla storia come il suo manager. Non era facile misurarsi con un’epoca complessa giunta a noi stereotipata dai continui revival e rivista da decenni dal cancro del politicamente corretto eppure Di Cara vi riesce in maniera eccellente. Elvis cambiò per un verso la storia della cultura popolare mostrando a tutto il mondo che se vi era un Re vi era anche un regno. Per questo umanamente pagò un prezzo altissimo. Stessa cosa fecero Kerouac e gli altri della Beat Generation preparando gli sconvolgimenti futuri. Sapiente narratore dotato di sagacia e umorismo Di Cara non è mai banale e tiene alto il ritmo, è proprio il caso di dirlo, dalla prima all’ultima pagina. Da leggere con in sottofondo le incisioni di Elvis del periodo della Sun Records da Blue Moon a That’s Alright Mama passando per Baby Let’s Play House.