Ricordiamo le imprese di Mattei, non abbiamo più scuse

È un dovere di ogni italiano che conosca la sua vicenda, onorarne la memoria. Non limitandosi a ricordarne la morte, bensì la vita e le azioni, in modo che siano d’esempio ai governanti contemporanei.

mattei nasser 

Si avvicina la data dell’anniversario della morte di Enrico Mattei, di colui che ha contribuito più di tutti a rendere l’Italia una potenza mondiale, dandole la possibilità di raggiungere il livello di benessere di cui noi contemporanei possiamo godere. È un dovere di ogni italiano che conosca la sua vicenda, onorarne la memoria. Non limitandosi a ricordarne la morte. Per risolvere il mistero della morte di Mattei molti altri hanno perso la vita sin da quel tragico 27 ottobre del 1962. Noi oggi però abbiamo la certezza processuale che Mattei fu ucciso, che fu un omicidio. Tutto grazie alle stoiche battaglie processuali della nipote Rosangela Mattei, la quale con tenacia e successo ha combattuto affinché si facesse chiarezza in uno di quegli eventi cruciali per la recente storia italiana, cosa per cui saremo sempre grati a Rosy. Per tale ragione diventa molto più importante ricordare ed onorare la vita di Enrico Mattei, le sue azioni, in modo che siano d’esempio ai governanti contemporanei. Si fa riferimento al modo in cui Mattei forniva ai paesi medio orientali e africani gli strumenti per uscire autonomamente dalla condizione di arretratezza tecnologica e di povertà, alle battaglie per l’indipendenza e la libertà dei popoli oppressi da imperialismo e colonialismo, sino alle grandi manovre di politica industriale compiute nel versante interno e finalizzate a dare massimo benessere e prosperità al popolo italiano, in una visione di lungo termine ancora viva e vegeta, nonostante le privatizzazioni, nell’Ente Nazionale Idrocarburi. Fatti come il terrorismo e l’immigrazione di massa non sarebbero stati così drammatici oggi se si fosse continuato a procedere, così come fu fino al 1992, in quel solco di relazioni internazionali lasciatoci in eredità da Mattei. In conclusione a tale ragionamento possiamo affermare che ricordare Enrico Mattei scrivendo libri, organizzando convegni, manifestazioni, mostre, seminari è un dovere sacrosanto di ogni italiano, un atto di giustizia storica. Chi, pur conoscendo gli intrecci tra la vicenda italiana e quella del fondatore dell’Eni, non si occupi di onorarne la memoria, commette un atto di vigliaccheria nei confronti della sua stessa storia. Al pari di tale disonorevole atto è sfruttare la figura di Enrico Mattei a scopo lucrativo, organizzando manifestazioni, magari utilizzando materiale non autorizzato, finalizzate a raccattare qualche spiccio sfruttando la gloriosa storia dell’eroe italiano. Per evitare tali distorsioni è nata, per volontà degli eredi Rosangela e Aroldo, la Fondazione Enrico Mattei, centro nazionale d’eccellenza per la divulgazione della Vita e dell’Azione dell’eroe italiano. La fondazione è sempre disponibile a offrire materiale di cui è legittima proprietaria, per l’organizzazione di qualsiasi evento. Quindi, cari italiani, oggi non rischiate più la vita se parlate di Mattei, fortuna che non hanno avuto personaggi come Pasolini o De Mauro e oltretutto avete tutti gli strumenti per muovervi grazie alla Fondazione Mattei. Quindi, alziamoci dalla sedia e non dimentichiamo mai Enrico Mattei.

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