La caduta della sinistra

Cosa ha provocato la caduta della sinistra? Come si è prodotto il divorzio tra le sinistre e le masse nazionali popolari? Cosa ha separato definitivamente la odierna sinistra demofobica da quel popolo diffamato come populista ogni qual volta non abbracci le esigenze portate avanti dalla new left post marxista, post comunista e liberal?

La sinistra oggi è assimilabile a un paradosso dialettico hegeliano. Difatti, la ragione storica della sinistra, dovrebbe essere la difesa dei diritti del popolo, dei lavoratori, degli ultimi e tale era sicuramente ai tempi di Carlo Marx o del nostro Antonio Gramsci, ma ad un centro punto ha iniziato a difendere degli interessi che sempre più si distanziavano da quelli delle classi subalterne. Si è prodotto quello che io chiamo il divorzio tra le sinistre e le masse nazionali popolari, o se preferite si è prodotto uno iato tra la sinistra demofobica e il popolo, diffamato come populista ogni qual volta non abbracci le esigenze portate avanti dalla new left post marxista, post comunista e liberal.

diego fusaro

Il paradosso è che oggi le sinistre arcobaleno e fucsia, anglosassoni, e nemiche di ogni totalitarismo, ivi compreso quello di Marx di Gramsci e di tutto ciò che non è l’ordine di open society di libero mercato, portano avanti il versante culturale del liberal capitalismo. Cioè abbiamo oggi nel mondo occidentale una destra liberista finanziaria del mercato e del denaro che mette le strutture e una sinistra libertaria e anarchica del costume che pone le sovrastrutture. Se la destra del denaro decide che bisogna dissolvere gli stati nazionali e produrre un mercato unico deregolamentato, la sinistra, anziché contrastare questo, dice che bisogna superare gli stati nazionali perché sono fascisti stalinisti e così via, quindi legittima culturalmente l’interesse della destra del denaro. Ancora, se la destra del denaro decide che bisogna distruggere la famiglia in nome della solitudine del consumatore post familiare, abbandonato alle logiche del consumo liquido, la sinistra anziché opporsi a questo e rivendicare il ruolo etico e solidale della famiglia, dice che la quest’ultima è qualcosa di intrinsecamente sessista, omofobico, paternalista e così via. Il paradosso sta esattamente in quest’aspetto, le sinistre hanno di fatto aderito al progetto capitalista passando disinvoltamente dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale. Se dovessi situare la data di genesi di questo piano inclinato che ci porta al presente, la individuerei nel ‘68 quando le sinistre hanno abbandonato il profilo rivoluzionario emancipativo e sociale di Marx e di Gramsci e si sono consegnate al profilo nicciano dell’oltreuomo consumista con libera volontà di potenza illimitata di ordine consumistico. Cioè non c’erano più, come ordine di riferimento, l’emancipazione dei lavoratori, degli oppressi, il quarto stato di Pellizza da Volpedo, ma c’era l’idea dell’individuo onnipotente senza più limiti di ordine borghese, patriarcale, familiare, etico. L’individuo della liberalizzazione integrale dei consumi e dei costumi, dagli spinelli al sesso deregolamentato che poteva fare tutto, cioè l’oltreuomo nicciano post borghese e post proletario che è un atomo concorrenziale, conflusso illimitato di volontà di potenza di consumo, che ovviamente non ha più nulla in comune col vecchio lavoratore della Fiat Mirafiori, difeso dal vecchio comunismo. È un individuo che può fare tutto a patto che abbia l’equivalente monetario. Questo è lo sciagurato lascito del ’68 che a mio giudizio che è stato la prima “rivoluzione colorata” della storia più recente, poiché ha significato non già l’emancipazione dal capitale bensì l’emancipazione del capitale che si è liberato degli ultimi retaggi del mondo borghese, etico che pur con i suoi limiti, frenava l’avanzata della società di mercato liberale. Questo è il paradosso e le sinistre senza aver compreso tutto questo hanno pensato che davvero lottare contro la figura del padre, contro la religione, contro l’etica solidale comunitaria significasse produrre emancipazione, e non si sono avvedute che l’unica emancipazione che veniva prodotta era quella del libero mercato.