Storico accordo ENI-BP-NoC. Total grande esclusa

L’ENI acquisisce oggi la metà delle concessioni per l’estrazione di petrolio e gas dalla inglese British Petroleum in uno storico accordo che mira a far ripartire le attività in un area in cui produzione, investimenti e assunzioni erano fermi dal 2014. La Total grande esclusa dall'accordo.

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L’Italia passa al contrattacco in Libia. Dopo l’annullamento delle elezioni forzate a dicembre, fortemente volute da Macron, l’Italia incassa altri due successi. La conferenza di Palermo del 12-13 novembre, dove il governo italiano si porrà come mediatore tra i due governi libici, scalzando quello francese e ottenendo con un grande successo diplomatico il benestare della Russia (e forse la presenza dello stesso Putin). Al successo politico si aggiunge quello economico: l’ENI acquisisce oggi la metà delle concessioni per l’estrazione di petrolio e gas dalla inglese British Petroleum in uno storico accordo che mira a far ripartire le attività in un area in cui produzione, investimenti e assunzioni erano fermi dal 2014.

La lettera d’intenti è stata firmato dal presidente della libica National Oil Corporation, Mustafa Sanalla, dall’amministratore delegato di BP, Bob Dudley, e dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e prevede l’assegnazione a Eni di una quota del 42,5% nell’Exploration and Production Sharing Agreement (“EPSA”) di BP in Libia, in modo che un altro 42,5% rimanga a BP e un 15% alla NOC. Sarà l’Eni a svolgere il ruolo operativo nelle aree di concessione A e B (onshore) e C (offshore) della Libia. L’obiettivo dell’accordo, oltre che far ripartire la produzione, è quello di rafforzare “l’impegno delle parti a contribuire allo sviluppo sociale del paese attraverso l’attuazione di iniziative sociali, compresi programmi specifici di istruzione e formazione tecnica”. L’ad Eni Descalzi ha dichiarato: “Questo di oggi è un importante traguardo che darà la possibilità di liberare il potenziale esplorativo della Libia riavviando le operazioni dell’EPSA sospese dal 2014. Inoltre, contribuisce a creare un contesto attrattivo per gli investimenti, volto a ripristinare i livelli di produzione e le riserve di idrocarburi del paese attraverso le infrastrutture già esistenti in Libia”.

macron triste

La grande esclusa dall’accordo è la francese Total la quale non ha preso bene la notizia. La società francese vedrà diminuire il suo peso nell’estrazione di idrocarburi e al contrario l’Eni accrescerà la sua leadership, non solo per le nuove concessioni acquisite ma anche per il riconoscimento, ricevuto dalla compagnia inglese BP, la quale considera la società italiana come partner più stabile ed affidabile in territorio libico. La nostra speranza è che da questi risultati i libici traggano al più presto beneficio. Intanto Macron smette di alzare la cresta in Libia e l’Italia irrobustisce il suo ruolo di interlocutore privilegiato nel Mediterraneo.