Balle e bombe sulla Siria

I parlamentari inglesi vogliono vedere le prove ma la May per ora non le ha tirate fuori. Crediamo non lo farà mai dato che tutta la storia del "macellaio" Assad, se la riguardiamo a partire dall'inizio, è in gran parte risibile ed è proprio ciò che Corbyn sta dicendo in parlamento.

Le cose sembrano farsi serie in Siria. Il raid aereo della coalizione USA-Francia-UK sta creando una situazione di tensione gravissima a livello internazionale, come non si era mai vista nemmeno durante la guerra fredda. Forse a livello dialettico non c’è più quella cattiveria, ma ci andiamo molto vicini; non si parla più di impero del male o roba simile, ma di fatto è da un po’ di tempo che a parlare sono le armi. Il bombardamento effettuato la mattina di sabato ha colpito degli obiettivi inutili tra cui un presunto deposito di agenti chimici già trovato vuoto dai controlli internazionali e un centro di ricerca scientifica in cui presumibilmente si sviluppavano armi letali, ma questa è una balla proprio grossa. I video trasmessi dalle televisioni occidentali facevano vedere come alla mattina di sabato, subito dopo gli attacchi, i militari chiamati a constatare i danni alla struttura non avevano nessuna protezione, erano armati di telecamera e macchinetta fotografica, non c’era nessuno che indossasse maschere antigas, tute protettive, niente.

bombardamento siria 2018

La balla delle armi chimiche viene utilizzata oramai da oltre 15 anni come scusa per azioni militari che sono giuridicamente illegali sia a livello internazionale sia a livello nazionale. Questo pomeriggio Theresa May è davanti al parlamento britannico per spiegare perché ha ordinato un attacco contro uno stato sovrano senza autorizzazione parlamentare, che a norma di legge è l’unico a poterlo ordinare. I parlamentari vogliono vedere le prove ma la May per ora non le ha tirate fuori. Crediamo non lo farà mai dato che tutta la storia del “macellaio” Assad, se la riguardiamo a partire dall’inizio, è in gran parte risibile ed è proprio ciò che Corbyn sta dicendo in parlamento. Le prove hanno quasi sempre smentito le accuse, tanto che ora di gran parte degli attacchi chimici registrati sono stati accusati i gruppi terroristi che agiscono in Siria. Negli Stati Uniti i parlamentari, che sono gli unici a poter legalmente lanciare un attacco militare, vogliono vedere le prove e anche se sono pochi a non credere affatto a Trump, comunque saranno sufficienti a rompere le scatole e a costringere il governo a tirarle fuori, se ne hanno.

Attualmente una crisi umanitaria è quella scatenata dall’Arabia Saudita in Yemen, almeno così dice l’ONU. Da quelle parti il blocco navale (illegale) imposto dell’Arabia, comporta che gli aiuti umanitari internazionali non possano raggiungere la popolazione locale e a causa di ciò sono in corso epidemie di malattie che da quelle parti non si vedevano da un millennio. Ovviamente gli USA e la Gran Bretagna partecipano, i primi anche attivamente, al massacro degli yemeniti, senza che nessuno davvero se ne freghi della crisi umanitaria. In Siria il governo del “Macellaio” Assad invece collabora sempre ed attivamente con la Croce Rossa e le altre agenzie internazionali e nelle zone controllate dal governo legittimo le cose stanno tornando alla normalità, gli ospedali funzionano, la gente lavora, le donne non vengono rinchiuse nelle gabbie e i cristiani non vengono massacrati.

Le dichiarazioni dei vari Trump, May e Macron sono contraddittorie e non credibili, le bugie dette in questi giorni possono ingannare chi si informa solo utilizzando la televisione o i media mainstream. Un esempio? Ancora oggi davanti al parlamento la May, mentendo, dice che la Russia impedisce l’accesso ai luoghi degli attacchi chimici agli agenti incaricati dalla comunità internazionale di trovare le prove contro Assad. Ma sappiamo che gli ispettori inviati dall’ONU sono arrivati in loco già sabato stesso. La cosa è stata detta nella riunione di sabato al Consiglio di Sicurezza.

In Siria negli ultimi anni sono morte oltre 500.000 persone: chi le ha uccise? Con quali armi? Nel disastro umanitario della Siria, dopo sette anni, i capi di stato occidentali continuano a blaterare di armi chimiche senza mai fare un’analisi che sia più profonda di quella che potrebbe fare un adolescente. Non perché non ne siano capaci, questo è certo, il loro obiettivo è quello di ridurre una realtà complessa ad una narrazione per bambini; qualche slogan, molte menzogne, in cambio possono massacrare impunemente milioni di persone dalla Libia alla Siria, dall’Iraq all’Afghanistan, il tutto per il petrolio, ovviamente.