Salvini l’onnipotente?

L'arma segreta di Salvini e le sue debolezze

Che ci piaccia o meno, in questa fase storica Salvini può fare o dire tutto, qualsiasi errore gli verrà immediatamente perdonato. La grande potenza mediatica del leader leghista non risiede nella sua retorica, piuttosto nella sua arma segreta: il PD.

La Cirinnà che ride istericamente quando Salvini dice che i bambini devono avere un padre e una madre, Prodi che esorta tutti a non demonizzare gli eventi di Bibbiano, Scalfarotto che va in carcere ad assicurarsi delle condizioni dell’assassino del Carabiniere Mario Cerciello, Sandro Gozi che va a fare il Ministro in Francia, portando con se la conoscenza di tutti i delicati dossier maneggiati quando era ministro in Italia per citare soltanto gli episodi delle ultime settimane. A questi ottimi alleati si aggiungono i giornalisti di Repubblica e del Corriere, capaci di scrivere articoli giubilanti ogni qualvolta un gruppo di migranti riesce ad entrare in Italia arginando i blocchi imposti dal Ministro dell’Interno. E i consensi della Lega crescono. Altra grande arma mediatica di Salvini è composta da quelli che quotidianamente lo attaccano sui social o nelle pubbliche manifestazioni limitandosi ad infantili insulti o ridicoli epiteti come fascista, festaiolo, razzista o antisemita.

E i consensi della Lega crescono ancora. Mai un attacco sui contenuti da costoro, eppure gli argomenti non mancherebbero, ad esempio sul fatto che le autonomie differenziate spaccherebbero l’unità nazionale togliendo risorse preziose al sempre più povero Sud, o che il braccio destro di Salvini, il signor Giorgietti, colui che derideva i minibot di Borghi per intenderci, è stato ed è uno dei più agguerriti sostenitori del Pareggio di Bilancio in costituzione, oppure ancora Zaia, un altro esponente della “Lega del 5%” è un fortissimo sostenitore delle privatizzazioni, ed in questa sua idea è accompagnato da altri vecchi leghisti. Attenti sovranisti, i germi liberisti che hanno rovinato il M5S sono presenti anche nella Lega, e al momento sembrano star schiacciando gli anticorpi. La Lega non può essere un partito nazionale fin che non se ne libera e provo profondo dispiacere nel constatare che amici e stimati economisti, eletti con la Lega, sembrano aver messo da parte ogni briciolo di visione critica. Cosa che peraltro oggi sarebbe più che mai utile alla Lega stessa.