Fine delle sanzioni alla Russia: il merito è di Macron

Ecco come Macron è riuscito a soffiarci definitivamente il nostro storico ruolo di mediatore tra est e ovest.

Con ogni probabilità il 9 dicembre, durante l’incontro di Parigi tra Macron, Putin, Merkel e Zelensky, si avvierà il processo di eliminazione delle sanzioni UE alla Russia. Macron è riuscito a soffiarci definitivamente il nostro storico ruolo di mediatori tra est e ovest. Da mesi la presidenza francese mette in atto mosse per creare un asse con la Russia, ultima in ordine cronologico il rifiuto dell’Eliseo di far entrare nell’UE Albania e Macedonia del Nord. Questa mossa ha vanificato gli ingenti sforzi economici che la Open Society ha sostenuto negli ultimi anni per portare al potere, con una dispendiosa rivolta colorata, il filoeuropeo Zoran Zaev in Macedonia, e la cosa è stata molto gradita al Cremlino. La proposta di Macron, già ufficiosamente accettata dalle controparti, è quella di bloccare definitivamente l’espansione della NATO in Ucrania, di fare elezioni democratiche sottoposte alla costituzione di Kiev a Lugansk e Donesk e infine di restituire all’Ucraina 400 km di territorio di frontiera con la Russia. Macron si mostra indipendente dalle direttive USA, arrivando a definire la NATO “morta cerebralmente”, riconquista consenso interno crollato con la vicenda dei Gilet Gialli e da scacco matto all’Italia, sostituendosi al belpaese come mediatore tra Russia e Occidente. Ha fatto esattamente ciò che avremmo dovuto fare noi. Più che da suoi meriti dobbiamo riconoscere con onestà che la vittoria francese di oggi è frutto della totale incapacità dei nostri governi. La buona notizia è che le nostre aziende potranno recuperare i 5 miliardi di export verso la Russia, persi a causa delle sanzioni.