Di Battista su MES, Nazionalizzazioni, Trump, Commissione Europea e Goldman Sachs

Sagge parole quelle di Di Battista: Trump meno guerrafondaio dei precedenti, Commissari Europei che lavorano a Goldman Sachs, necessità di fare nazionalizzazioni, opporsi al Mes e tanto altro. Anche se purtroppo dubitiamo riesca a incidere sulle scelte del movimento, ormai appiattito sulle posizioni di Conte e Gualtieri.

Ieri ho rilasciato un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Ho ribadito le mie idee, e sono sempre le stesse. Ho insistito sulla necessità di una legge sul conflitto di interessi (oggi non si corrompe più con le bustarelle, si “corrompe” con consulenze e pagando politici per partecipare a convegni e conferenze). Ho parlato del sacrosanto recupero di tasse non versate da parte della Chiesa Cattolica e di altri istituti religiosi. Ho insistito sulla necessità di NAZIONALIZZARE le autostrade italiane. E’ lo STATO che deve guadagnare sulle autostrade (con l’obbligo poi di reinvestire gli utili in manutenzione e altre opere infrastrutturali), non i Benetton. Ho criticato aspramente il neo-liberismo che, prossimo agli ultimi colpi di coda, diventerà sempre più violento. Ho detto che se fossi un parlamentare non voterei il MES perché reputo che solo chiamarlo Meccanismo-Salva-Stati sia una balla colossale. Sono le mie idee, condivisibili o meno ma sono sempre le stesse.

Eppure per gli “amiconi” della redazione de La Repubblica starei “riportando il Movimento a destra”.

Il fascismo di oggi ha molte forme, va dalle più nostalgiche idiozie ai più vili etichettamenti ma l’obiettivo è sempre lo stesso: dividere e distrarre i cittadini. Io non sono né di destra e né di sinistra quel che è certo è che La Repubblica, il giornale più liberista d’Italia è, obiettivamente, un quotidiano che rappresenta la peggior destra conservatrice. Quella che odierebbe le nazionalizzazioni (non è un segreto che i Benetton abbiano foraggiato con pubblicità per anni La Repubblica), quella che odierebbe favorire l’entrata degli operai nella proprietà delle aziende in crisi, quella che odia Trump anche se è stato il Presidente, ad oggi, meno guerrafondaio dai tempi di Jimmy Carter e certamente più “pacifista” del premio Nobel per la Pace Obama, responsabile, insieme a Sarkozy, Napolitano e Berlusconi della guerra in Libia che ha provocato morti e destabilizzazione oltre che l’avanzata del fondamentalismo islamico.

I “liberal” di oggi, dopo aver avallato l’ascesa del capitalismo finanziario che ha distrutto i diritti dei lavoratori cercano di rifarsi una coscienza parlando di ambiente. Ma badate bene, una cosa è la sacrosanta lotta in favore dell’ambiente, altro sono le ipocrite e banali prese di posizione liberiste che vogliono far pagare i danni ambientali ai poveri cristi e non a chi inquina davvero.

Quanto inquina l’industria bellica, quanto aver costruito migliaia di ordigni nucleari (solo Papa Francesco si occupa della bomba atomica ormai), quanto inquinano le grandi opere inutili sponsorizzate dai “giornaloni” della pseudo-destra o della pseudo-sinistra in perfetta sintonia con i “Matthews” (Renzi e Salvini, i “Matthews”, sono incredibilmente simili, sulla politica economica, sulle privatizzazioni e sulla politica estera la pensano allo stesso identico modo). Ma su tutto questo le battaglie non si fanno o si fanno solo di facciata. Gli “sporchi ambientalisti” sono i green liberal, nuova forma di capitalisti che pensano che utilizzare bicchieri biodegradabili a casa (cosa giusta, per carità) sia sufficiente a salvare il pianeta ma che tacciono di fronte alle guerre di invasione mascherate da missioni di pace che oltre a provocare morte tra gli esseri umani uccidono l’ambiente.

Il Movimento abbia il coraggio di scagliarsi contro il falso ambientalismo abbracciando proposte concrete quali il telelavoro che dovrebbe essere incentivato anche all’interno della Pubblica amministrazione. Il Movimento combatta contro le nuove forme di corruzione. La corruzione è come il doping, quando l’anti-doping arriva pensa già a nuovi aggiornamenti. Ripeto, oggi esiste un modo, purtroppo ancora spesso legale, per foraggiare la politica e dettarle la linea: le consulenze e le conferenze.

Barroso, ex-Presidente della Commissione Europea, dopo aver speso il suo mandato nell’interesse degli istituti finanziari, ha, “magicamente” trovato lavoro come vice-presidente della banca d’affari Goldman Sachs. Questa roba non dovrebbe succedere, per questo una legge molto più stringente sul conflitto di interessi è fondamentale, anche nell’ambito della stessa Commissione Europea. In Italia l’aspettiamo da 25 anni. Per anni ci hanno fatto credere che a non volerla fosse Berlusconi. Balle! E’ il sistema politico-finanziario a non volerla.

Rassegna da Ilfattoquotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/29/di-battista-non-sto-portando-il-movimento-a-destra-i-matthews-renzi-e-salvini-sono-incredibilmente-simili/5586561/